14.set.2011 Alcune idee di service design allo Smart Urban Stage di Milano

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Smart Urban Stage è una manifestazione itinerante incentrata sul tema del “Futuro della Città”, spaziando dal design, all’architettura, alle scienze, ai media. E’ arrivata a Milano il 9 settembre per starci fino al 21, occupando il parcheggio di via Pagano con una struttura temporanea creata da Manfred Wagner.

La discussione attorno al futuro della città si sviluppa in un concorso di idee, “Smart future minds awards”, che ha avuto nell’edizione italiana illustri curatori, dall’ epistemologa Eleonora Fiorani, al designer Giulio Iacchetti, all’architetto Pippo Ciorra.

Quel che ho trovato più interessante, nel recarmi all’inaugurazione il 9 settembre, è il fatto che molte delle idee selezionate fossero immateriali,  legate al mondo dei media e del service design. Segno che anche nei concorsi ci si sta finalmente aprendo ad un nuovo tipo di progettualità, che cerchi di migliorare la vita delle persone non soltanto attraverso il design di prodotto o l’architettura.

Fra i progetti interessanti segnalo “Shareself” una rete di punti di scambio dove si possono trovare prodotti appartenenti a varie categorie, dalla tecnologia, all’oggettistica, ai vestiti. I punti sono allestiti in luoghi già esistenti, come negozi, gallerie d’arte, vari altri pubblici esercizi, nei quali le persone possano incrociarsi e cambiare i propri oggetti con quelli lasciati da altri, si potrebbe dire seguendo un po’ il principio del book crossing.

Segnalo inoltre il progetto “ePart“, descritto come “una soluzione web che facilita la gestione delle problematiche urbane e che consente al cittadino di interagire con la Pubblica Amministrazione, segnalando disagi e disservizi”. Sostanzialmente il servizio fornisce al cittadino uno strumento codificato per evidenziare e comunicare un problema, inviando foto e descrizioni via web o smartphone direttamente dal luogo-sede del disagio. Si tratta quindi di un contemporaneo “strumento di democrazia partecipata”, che fa da ponte fra le persone e le istituzioni.

Concludo aggiungendo che Smart e Merced Benz si fanno promotori di questa imponente operazione di comunicazione per lanciare la Smart Elettrica e la filosofia “electric drive”, che in effetti potrebbe cambiare il futuro delle città, almeno nella mobilità e sicuramente nell’aria che respiriamo.

http://www.smart-urban-stage.com/milan/