09.ott.2014 Design activism: progettare per attivare le energie civiche. Tavolo alla Smart City Exhibition 2014

smart city

Il 22 ottobre dalle 15 alle 18 coordinerò un tavolo di di discussione alla Smart City Exhibition 2014 a Bologna.

Il tavolo è intitolato ‘Design activism: progettare per attivare le energie civiche’ all’interno del convegno ‘Suburban revolution’.

E’ possibile iscriversi al tavolo attraverso questo link:

http://smartcityexhibition.it/it/suburban-revolution-le-periferie-al-centro

Qui di seguito l’abstract e le questioni di discussione.

Partiamo da due definizioni laterali: design e periferia sono due parole che possono avere significati inaspettati.

Il design può essere inteso come un insieme di metodi e approcci da utilizzare in vari contesti, non solo nella progettazione di prodotti e servizi. C’è una nuova forma di applicare il design alla società: è il design activism, dove la progettazione è un mezzo per attivare energie civiche, dove il designer mette le sue competenze e suoi strumenti al servizio dei cittadini per esplorare insieme nuove maniere di vivere la città in maniera più sostenibile, sia da un punto di vista ambientale che sociale.

Il design activism si mette in moto specialmente nei contesti che vivono dei conflitti: ogni forma di attivismo che si rispetti nasce da una divergenza, che spesso si colloca nei confini, negli interstizi, nelle periferie.

Da qui la seconda definizione laterale: la periferia in questo tavolo non è intesa in senso prettamente spaziale, ma periferia nel senso di territori più o meno urbani che si aggregano di fronte a un conflitto e dove il design può cercare di attivare dei processi di partecipazione tramite un insieme di strumenti e approcci come il co-design e il community centred design.

Tale scenario è particolarmente interessante in Italia, dove le grandi città sono quasi assenti e dove da molti ‘territori periferici’ stanno emergendo iniziative di innovazione sociale inaspettate.

Periferia quindi come luogo dei conflitti, delle vertenze alle quali rispondere, ma anche come laboratorio dal basso, come spazio generatore di piccole soluzioni originali, che possono però costituire la base per innovazioni più grandi e replicabili.

In questo tavolo cercheremo di discutere questa definizione di periferia tutta italiana e sarà chiesto ai partecipanti di mettersi il cappello da ‘designer activist’ e immaginare interventi progettuali per attivare energie civiche.

Di seguito alcune possibili questioni da affrontare (ma l’agenda del tavolo è open e può essere ‘hackerata’)

-       Quali sono i ‘territori periferici’ in Italia che attivano energie civiche e fanno innovazione sociale? Possiamo raccogliere dei casi e realizzare una mappatura istantanea?

-       In che maniera il designer può intervenire a supporto di queste comunità? Come avviene il contatto? Chi da’ il mandato al designer?

-       Qual è la comunità di riferimento? Cittadini comuni? O già istituzionalizzati? Associazioni? Terzo settore? Come si può far partecipare chi di solito non partecipa?

-       Come utilizzare il design nell’attivare queste energie? Quale tipo di design conosci?

(come mezzo di comunicazione, come strumento di co-design, come approccio ‘design thinking’, come design di spazi pubblici, come design dei servizi etc.)

-       Quali sono le comunità di riferimento? Cittadini comuni? O già istituzionalizzati? Associazioni? Terzo settore? Come si far partecipare chi di solito non partecipa?

-       Quali sono le aree tematiche sulle quali si interviene maggiormente? Cibo, energia, cultura, mobilità, welfare, spazio pubblico?

-       Come passare dall’attivazione iniziale a progetti a medio-lungo termine?

-       Come fare ponti tra pubblica amministrazione e attivismo civico?

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