09.apr.2014 Il design dei servizi spiegato agli appassionati del Salone del Mobile 2014

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Poco tempo fa sono stata intervistata dalla giornalista Manuela Mimosa Ravasio, la quale era decisa a raccontare come il design stia cambiando e soprattutto in cosa consista il design dei servizi, portando all’attenzione dei lettori di Sette del Corriere della Sera (uscito lo scorso venerdì 4 aprile 2014) un argomento di non facile restituzione che invece è riuscita a trasformare in una bella storia.

Non ha intervistato solo me, ma anche altri pionieri di questa disciplina come Ezio Manzini (il primo a parlare in Italia di design dei servizi in tempi non sospetti) e alcuni colleghi di Polimi DESIS Lab, Anna Meroni (autrice di “Design for Services) e Marta Corubolo.

Nell’articolo ha inoltre incluso altre storie di design “intangibile”, come ad esempio il lavoro che Valcucine sta facendo con i dotodot in questo Salone del mobile 2014.

Per chi se lo fosse perso, qui è possibile scaricare l’articolo, e di seguito riporto uno stralcio di quanto affermato da Ezio Manzini nell’intervista.

“E’ una sorta di stereotipo italiano pensare al design in quanto oggetto o prodotto. Il design è invece, nel suo senso più ampio, un modo di progettare. Quello che tocchiamo con mano è in realtà solo l’evidenza di un servizio e di un comportamento, spesso collettivo e condiviso, che deve essere organizzato, reso piacevole, accessibile e appunto, disegnato nelle sue relazioni tra cose, persone e luoghi. Basta andare in giro per il mondo per scoprire che dovunque si parla di design dei servizi sociali e persino della democrazia. Il prodotto finale è solo una parte di questo processo, ma la monovisione in cui si è chiusa l’Italia rischia di farla restare indietro, sia a livello culturale che nei settori produttivi.”

Le immagini di sopra si riferiscono al progetto “Cittadini Creativi”  che ho realizzato alla Cascina Cuccagna, una sperimentazione di co-progettazione di servizi con i cittadini di Zona 4 a Milano.

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