07.mar.2011 Le videoparole di Beppe Servegnini

treminutiunaparola

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Ogni lunedì su CorriereTV è disponibile una rubrica di Beppe Servergnini ispirata ai significati di una parola, la quale è scelta per l’uso assiduo (e spesso scorretto) che se ne fa nel linguaggio contemporaneo.

La rubrica è interessante soprattutto perché inaugura un nuovo formato: è un racconto in videografica dove è visibile il narratore (un po’ come nei video-blog) e nello spazio intorno è rappresentato l’immaginario della parola che sta descrivendo, come una sorta di ipertesto, una lavagna che amplifica il testo a voce, precisando, suggerendo, immaginando, ironizzando. Un vero e proprio storytelling basato sull’uso di una parola.

Lo stile scelto è quello del bozzetto, degli schizzi a china che si fanno su un taccuino di appunti, non a caso tutti i video iniziano con l’apertura di un quaderno ambientato nella scrivania internazionale del giornalista, compare quindi il protagonista a mezzo busto, anch’egli rappresentato con il disegno al tratto animato.

L’idea è semplice ed efficace, molto contemporanea anche per lo stile scelto, che è allo stesso popolare, riconoscibile e fruibile anche dal pubblico del CorriereTv che forse non è solito frequentare blog di videomaker e motiongraphics. Mi piace quindi l’incontro tra i due mondi del “giornalismo da Corriere” e del linguaggio videografico, che di solito è usato solo per videoclip, sigle, promo ecc., così come trovo corretto l’accostamento del contenuto prettamente “verbale” con una “forma” che genera immagini.

Il realizzatore dei racconti videografici è Francesco Angeli, a Beppe Servegnini il merito di essere un giornalista attento ai nuovi linguaggi, che sono verbali, scritti, disegnati, animati, visualizzati, il più possibile meticci, popolari e di immediata fruizione.

Chissà non si arrivi a realizzare un intero dizionario video-grafico della lingua italiana di uso contemporaneo…

http://video.corriere.it/opinioni/tre-minuti-una-parola/