04.nov.2011 Eventi e servizi sul cibo a Milano: “Le Gran Fooding” e “Kook sharing”

le grand fooding

le gran fooding

Circa 10 giorni fa ho avuto modo di assistere al blasonatissimo evento Le Gran Fooding -Il trionfo dello spaghetto gigante, la cui idea portante era far reinterpretare la cucina italiana sia a chef stranieri amanti dello stivale che a celebri chef italiani, cercando di capire se vale sempre il motto Italians do it better o se gli stranieri ci hanno superato anche in questo.

Gli eventi tematici sul cibo ormai non si contano più, a metà strada tra service design e event design, dove la componente dell’esperienza che appaga sia la vista che il gusto è spesso accompagnata da una componete formativa, di educazione alimentare.

Il movimento francese Le Fooding, ideato dal critico gastronomico Alexandre Cammas, ha saputo fare scuola su questo, creando un formato di eventi esclusivi da esportare nelle città, ogni volta tematizzandolo secondo  le esigenze locali. A Milano è stato messo in scena all’Opificio 31 in via Tortona,  coinvolgendo pizzaioli di Oakland, Londra, San Francisco  e coinvolgendo i celebri chef nostrani Bottura e Oldani, per citare dei nomi. Il tutto con un allestimento curato da Paola Navone, fatto da lunghe tavolate da matrimonio italiano, per creare un clima conviviale e tradizionale. In aggiunta una componente di entertainment dovuta al fatto che tutta la cena avveniva praticamente al buio, con i camerieri che si muovevano con una torcia sulla testa. La cena era intervallata da momenti di happening, differenti di sera in sera, dall’ingresso a sorpresa di una banda, all’irruzione di perfomer stranianti vestiti da animale…Il prezzo di una serata era 50 euro, con tutto esaurito subito. In effetti più che a una cena si partecipava ad una perfomance alimentare, questo giustifica il prezzo, che a detta di molti è comunque troppo alto.

Le gran fooding

Aggiungo una notizia su un altro contenitore di eventi alimentari, che in realtà ha tutte le carte per trasformarsi in vero e proprio servizio e chi mi è sembrato molto interessante perché in linea con lo spirito del tempo (e del luogo direi, ossia la città di Milano). Si chiama Kook Sharing: l’idea portante è quella di creare un ristorante senza cuochi, alla portata di tutti, ribaltando il classico concetto di locale. L’idea ha vinto il concorso promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, “Dall’idea all’impresa”. I progettisti sono Claudio Garosci e Valeria Baggia che hanno pensato a una vera e propria cucina in condivisione, dove a cucinare sono i clienti stessi che invitano i propri amici: una maniera per risolvere la mancanza di spazio delle abitazioni, senza voler rinunciare all’esigenza di convivialità. In fondo si tratta di un contenitore di eventi che cambierà identità a seconda dell’utente o dell’esperienza che si vuole condividere.  A presto il sito kooksharing.it e l’apertura del “locale” nel quartiere Isola.

http://www.legrandfooding.it