11.lug.2012 Nuovi modelli di retail basati sul baratto: Passamano, il primo free-shop italiano

passamano

Passamano è il primo free-shop italiano, si trova a Bolzano ed è un non-negozio dove non si vendono prodotti, ma ci sono tanti oggetti esposti che si possono prendere in cambio di altri oggetti o di un’offerta libera, si possono anche portare a casa senza offrire niente in cambio. Può sembrare un’iniziativa di volontariato come tante, in realtà si sta costituendo come un vero e proprio modello di retail con una sua collocazione all’interno della sharing economy, che in altri contesti internazionali ha già prodotto risultati simili a questo. Ad esempio in Austria c’è la catena Kostnix fondata a Innsbruck nel 2007, che si basa sugli stessi principi: non si acquista, si possono prendere un massimo di tre oggetti per volta e non possono essere rivenduti.

L’idea alla base di questi free-shop è dunque non tanto chiedersi “quanto costa?” ma “mi è utile?” e quindi favorire una cultura del riuso e dello scambio. Il free-shop inoltre nella sua formula originaria vuole anche essere un centro di scambio di competenze, una banca del tempo in cui ciascuno può apportare il proprio contributo. Lo scambio è quindi inteso non soltanto in termini materiali ma in senso molto più ampio, immaginando il free-shop come un centro di scambio di beni e prestazioni, una sorta di Urban Exchange Point a disposizione dei cittadini.

Passamano a Bolzano è aperto dal mese di aprile e ha già riscosso molti consensi, è gestito da volontari che non ricevono compensi né finanziamenti pubblici, e riescono a tenerlo aperto per due ore al giorno (dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19 e il giovedì anche dalle 10 alle 12). E’ stato fondato dal gruppo informale “Transition Bolzano” che si pone come l’obiettivo di costruire una città più partecipativa e portatrice di soluzioni alternative alla crisi. Il gruppo fa riferimento al movimento internazionale chiamato “Transition Town” fondato dall’ambientalista inglese Rob Hopkins nel 2005, che si collega con le idee della decrescita felice, della sharing economy e della collaborative consumption che adesso nel 2012 incominciano a costituire una realtà e un’economia non più di nicchia.

http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/03/bolzano_ecco_il_primo_negozio_dove_non_si_paga.html

http://umsonstladen.lnxnt.org/innsbruck/italiano/index.php?page=start