20.giu.2010 OK GO E FISCHLI & WEISS : VIDEOCLIP E ARTE SI INCONTRANO



Gli OK Go, gruppo di alternative rock statunitense, sono da tempo riconosciuti per i loro videoclip originali e fuori dalle righe. Non utilizzano particolari effetti speciali, si tratta perlopiù di buone idee di regia, semplici e ben girate, talvolta imparentate con il mondo dell’arte.
Il videoclip del brano “This too shall pass” mi sembra essere liberamente ispirato a una celebre opera del duo di artisti svizzeri Fischli & Weiss, “The way things go”.
In entrambi i video viene messa in scena una reazione a catena di accadimenti, dove i protagonisti sono degli oggetti che volano, esplodono, cadono, rotolano, il tutto all’interno di uno studio.
L’allestimento è realizzato con oggetti della quotidianità, reperibili in un supermercato, sfere, molle, sacchetti, pneumatici, assi, barattoli di latta.
Si tratta di una vera e propria “macchina di azioni”, che ha un preciso riferimento nella macchina di Rube Goldeberg, un celebre cartoonist e inventore statunitense, famoso per ideare nei suoi cartoon delle strutture complicate per eseguire dei lavori estremamente semplici. Creare macchine di Rube Goldeberg è poi diventata una moda, ma a sancirne la fama è stata sicuramente l’opera di Fischli & Weiss, che è stata copiata e riprodotta soprattutto nel mondo della pubblicità.
Di tutti i “rifacimenti” il videoclip degli OK Go sembra essere uno dei meglio riusciti. Non solo, rappresenta un’inversione di tendenza nel mondo del video, dove effetti speciali e 3D imperversano ormai da anni. Ritornare alla materialità delle cose, agli allestimenti ben fatti, alla ricerca di luoghi e oggetti adeguati, alle idee che si basano su contenuti e non su effetti visivi, è sicuramente un’inversione che fa bene al mondo del video.