04.ago.2011 VACANZE 2011

VACANZE 2011

MICROSUPER VA IN VACANZA.

15.lug.2011 I COMPASSI D’ORO DELLA XXII EDIZIONE: ALCUNE SEGNALAZIONI

COMPASSO 2011

COMPASSO 2011

Il 12 luglio sono stati consegnati a Roma 19 Compassi d’Oro più premi speciali e alla carriera. Ne vorrei segnalare alcuni in particolare.

Uno è quello che ha ricevuto il designer più giovane, Brian Sironi per la lampada Elica prodotta da Martinelli Luce, oggetto che avevo già segnalato in un post precedente (vedi qui).

Il secondo è il premio speciale per il Design dei Servizi che ha ricevuto Slow Food. In questa XXII edizione del Compasso d’Oro per la prima volta nella storia è stata inclusa la categoria del Service Design e sono stati selezionati una serie di servizi molto interessanti. Alla fine nessuno di questi ha vinto il premio e la giuria ha preferito inaugurare la categoria conferendo un premio speciale a Slow Food, per la sua difesa della “biodiversità alimentare e dei luoghi conviviali che hanno un valore storico, artistico e sociale e sono parte della cultura materiale.” Non si tratta esattamente di una motivazione tecnica da design dei servizi, ma è comunque interessante vedere come i servizi attorno al cibo create da Slow Food siano state considerate attività di design e parti costitutive della cultura materiale.

E’ stato conferito inoltre il Compasso d’Oro a un progetto che sposa artigianato e design in un territorio fuori dal classico contesto come quello della Sardegna. Vi è un committente illuminato e promettente come la piccola casa editrice Ilisso di Nuoro che ha selezionato una serie di designer, sardi e non, illustri e sconosciuti per progettare degli oggetti che fossero producibili con le tecniche di artigianato presenti in Sardegna. Il risultato è un vasto parco di prodotti raccolti in una bellissima pubblicazione Domo – XIX Biennale dell’Artigianato sardo”.

Non ultimo il Compasso d’Oro ottenuto dal Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano (Stefano Maffei, Paola Bertola, Massimo Bianchini, Beatrice Villari) per la ricerca scientifica DRM Design Research Maps, un’esplorazione della ricerca italiana di design (che ha una tradizione decennale) per individuare gli attori, i temi, le metodologie, le prassi, uno strumento per sensibilizzare le istituzioni italiane sulle potenzialità della ricerca di design.

www.briansironi.it

www.slowfood.it

www.ilisso.it

www.sistemadesignitalia.it/drm/

04.lug.2011 MOBNOTES: UN CASO ITALIANO DI SOCIAL SHARING

mobnotes

Mobnotes è un location-based social network, ossia una rete “mappocentrica” che definisce la nostra identità in base ai luoghi che frequentiamo. E’ una rete sociale in grado di geolocalizzare gli utenti e  di avvisarli via sms su chi e su cosa sta lì intorno.

Mobnotes è l’abbreviazione dell’inglese Mobile Notes ossia “appunti mobili”, queste note virtuali sono scritte dagli utenti stessi: una volta iscritti gli possono scrivere appunti sui locali che frequentano, segnalare eventi e commentari luoghi che hanno visitato.  Si tratta di una vera e propria guida gestita dagli utenti, che consente di restare sempre in contatto con gli amici, informandoli su dove si è e cosa si sta facendo.

Il servizio è gratuito all’indirizzo:http://www.mobnotes.com ed è disponibile anche un’applicazione per iPhone.

L’idea di Mobnotes parla italiano, i suoi fondatori sono Christian Grassi e Gino Micacchi che hanno lavorato sulla loro idea per due anni fino ad essere selezionati al TechCrunch50 di San Francisco, l’unico progetto italiano presente. Hanno ricevuto inoltre il prestigioso riconoscimento italiano che è la selezione all’annuario ADI Design Index 2010, parteciperà quindi alla XXII edizione del Premio Compasso d’Oro ADI, nella categoria Service Design, il 12 luglio 2011 sapremo i vincitori.

Questo servizio è interessante perché più che fare leva sul profilo e l’identità degli utenti si centra sullo scambio di informazioni, su un social sharing piuttosto che su un social gaming, molto più utile e originale, anche fronte a tutti i social network che stanno nascendo dei quali spesso non si capisce l’effettiva differenza rispetto a facebook o altri. Inoltre la metafora dei “post-it geografici” è una buona idea di service design, semplice ed efficace, comprensibile e condivisibile.  Sono curiosa di vedere lo sviluppo di questa rete che per certi versi assomiglia al più al più famoso Foursquare, ma da quale si differenzia per la politica di condivisione delle informazioni piuttosto che sulla mappatura e localizzazione degli utenti.

http://www.mobnotes.com/it

15.giu.2011 IL CROWD SOURCING DI 99DESIGNS: SFRUTTAMENTO DI LAVORO CREATIVO O OPPORTUNITA’ PER DESIGNER E IMPRESE ?

99

99Designs è una piattaforma crowdsourcing con a disposizione una comunità di 108.340 graphic designer specializzati nella creazione di loghi, siti web, t-shirt e  vari altri artefatti di comunicazione visiva.

E’ stata fondata nel 2008 da due giovani designer, Mark Harbottle e Matt Mickiewicz, con sedi a SanFrancisco e a Melbourne. I due giovani fondatori sostengono che si tratti essenzialmente di un servizio pensato da “designer per altri designer” in modo da costruire un luogo di scambio sicuro e regolamentato, con processi di interazione semplici ed efficaci, senza la pesantezza e la complessità di strutture come le agenzie di comunicazione.

Non solo, in questa maniera i designer avrebbero l’opportunità di avere accesso ad un vasto numero di clienti, offrire il proprio lavoro, migliorare le proprie capacità e confrontarsi con gli altri professionisti della rete. Sostanzialmente il funzionamento e questo: un potenziale cliente invia una richiesta su tipo di progetto che necessita, ad esempio un logo, specificando quanto è disposto a pagare. I designer che desiderano partecipare inviano una loro proposta entro sette giorni. La quantità e la qualità dei lavori inviati dipende dalla cifra che il cliente è disposto a spendere, anche se in realtà quasi tutti i progetti richiesti si fermano ad una cifra di circa 500 dollari. Il cliente riceve in genere una grande quantità di proposte e paga soltanto quella che sceglie, se nessuna gli piace, gli vengono restituiti i soldi.

Se da una parte questo tipo di mercato on-line della creatività ha il pregio di mettere direttamente in contatto clienti finali e creativi, saltando intermediari tradizionali come agenzie e studi, cercando di regolarizzare i meccanismi delle gare e semplificare i processi di proposta e accettazione, dall’altra opera a mio parere una svalutazione del lavoro creativo e una vendita spregiudicata. Accade che spesso il prezzo pagato sia molto basso rispetto a quello di mercato, comunque un gran numero di persone si trova a lavorare gratis, ossia tutti quelli che non vincono la competizione, e si tratta di centinaia di designer. Da una parte è sicuramente positivo che anche piccole imprese e singoli individui possano finalmente avere accesso a progetti di comunicazione visiva, tuttavia a me sembra che questo mercato di creatività faccia perdere un po’ il senso del progetto e della collaborazione fra il cliente e il designer, banalizzando tutto il processo creativo e non garantendo comunque progetti di qualità. Insomma se da una parte designer come  me e altri si battono quotidianamente per far comprendere ai clienti che il lavoro creativo, anche quello dei grafici è un lavoro intellettuale e di alto profilo, operazioni come quella di questo sito vanno esattamente nella direzione opposta.

Nonostante sia d’accordo con il carattere innovativo e democratico, la contemporaneità e le potenzialità di espansione che il NewYor Times e Forbes hanno decantato in vari articoli, rimango dell’opinione che il crowd sourcing nell’ambito creativo abbia una serie di ambiguità che vanno risolte.

http://99designs.com/

25.mag.2011 IL FUTURO DEL BUSINESS E’ CONDIVIDERE. PAROLA DI LISA GANSKY.

the mesh

Lisa Gansky è l’autrice di “The Mesh. Why the future of business is sharing “ e curatrice del sito-directory meshing.it

“The mash” è la maglia, una rete informatica “a maglie” dalla quale stanno nascendo nuovi modelli di business. Lisa Gansky sostiene infatti che il futuro degli affari sia quello di condividere ogni sorta di cose, tramite un sistema a noleggio ottimizzato per la tecnologia intelligente o addirittura attraverso i sistemi peer-to-peer (rete paritaria).

Il suo sito è una vera e propria directory dove si possono trovare le “aziende-maglia” divise per settore, dai trasporti, al cibo, al divertimento, ai libri ecc. tutte accomunate dall’idea di accesso ai beni e da un abbandono dell’idea di possesso. Forbes ha recensito Lisa Gansky sostenendo “The mesh is a major trend which will shape business in the next decade.” Il futuro sembra quello di tornare a logiche pre-capitalistiche di condivisione e scambio, giovandosi però delle immense opportunità di contatto offerte dalla rete e dalla velocità del circuito virtuale di domanda-offerta. I prodotti e i servizi del futuro saranno quindi condivisi, con una forte partecipazione delle comunità di utenti, l’espansione di un contesto dove si stabiliscono delle relazioni di fiducia.

Se vi volete perdere a navigare nella sua directory di “Mesh-companies”, troverete davvero di tutto, i settori della musica e dei trasporti sembrano essere quelli più avanzati nel loro essere più “mesh” di altri basti pensare ai sistemi di car-sharing o a siti come iTunes.

http://www.meshing.it

16.mag.2011 MICHEL BAUWENS E L’ALTERNATIVA PEER TO PEER

LOCANDINA

Sono molto curiosa di sapere cosa racconterà domani Michel Bauwens, nella sua conferenza al Politecnico di Milano, intitolata ” The political and social implications of a shared design world”.

Michel Bauwens è fondatore della Foundation For Peer To Peer Alternative e portatore di un pensiero molto originale, secondo il quale, la logica del peer to peer, tradizionalmente legata alle reti di file sharing, non sia soltanto una nuova tecnologia, ma un nuovo stile di vita, che varca i confini della rete per supportare la vita reale.

Il peer to peer scardina la tradizionale logica dall’alto del capitalismo a favore di una logica dal basso, non gerarchica, per aprirsi alla creatività e alla capacità di produrre contenuti da parte del pubblico.

Questa produzione di una conoscenza aperta costituisce il punto di partenza per creare anche un processo “aperto” di design, un design collaborativo e partecipativo, con una gerarchia poco marcata , dove tutti, utente e designer lavorano per il bene del progetto.

Politecnico di Milano, Aula F.lli Castiglioni, Edificio PK Via Durando 10, ore 17.30

www.polimi.it

http://p2pfoundation.net/The_Foundation_for_P2P_Alternatives

06.mag.2011 SERVIZI ON THE CLOUD: UNA METAFORA CHE E’ FORSE ANTICIPATRICE DEI SERVIZI DEL FUTURO

the cloud

La parola del momento sembra essere “cloud”, o meglio l’espressione “on the cloud” riferendosi ad una serie di contenuti sempre accessibili in una “nuvola”.

L’ambito in cui si usa questa espressione è quello informatico, inizialmente si riferiva essenzialmente ai servizi di storage “on the cloud” come dropbox e boxnet.

I servizi on the cloud  attualmente non riguardano soltanto attività di storaggio, ma forniture in outsourcing di applicazioni o licenze, riducendo per le aziende gli investimenti in IT proprio perché nella “nuvola” sono sempre possibili implementazioni, senza dover procedere con alcuna installazione hardware ed investendo solo nei servizi scelti in modalità “pay-as-you-use”.

I servizi “nella nuvola” sono erogabili immediatamente, senza bisogno di dotarsi di strutture ad hoc, sono servizi modulari e flessibili, se ne può prendere solo una parte e decidere di attivarne in seguito un’altra.

Possono riguardare ambiti diversi, ad esempio applicazioni web-based capaci di sostituire le classiche suite da ufficio, come i colossi GoogleDocs e Microsoft OfficeLive, oppure in alternativa i siti come Thinkfree.com e Live-documents.com. Ma le attività da compiere on the cloud non riguardano solo l’ufficio ma anche la visualizzazione: Chartle.net e Gliffy.com ad esempio permettono di sviluppare grafici e schemi, che possono essere personalizzati e condivisi, Preezo.com consente di realizzare presentazioni, Splashup.com serve per elaborare immagini, con funzioni simili ad Adobe Photoshop. Vi sono poi servizi on the cloud che riguardano il suono, la programmazione di siti web, la conversione dei formati dei file, addirittura ve ne sono alcuni di supporto alle attività creative di brain-storming come Exploratree.org.uk  e via via penso che si estenderanno a tantissimi ambiti.

Mi sembra che il mondo del service design possa prendere tantissimi spunti da quel che sta accadendo nel web: i servizi on the cloud, l’open source e il crowdsourcing sono sicuramente delle attività da tenere d’occhio, rappresentano interessanti modelli di funzionamento, essenzialmente basati sul concetto chiave del service design che è l’accesso. In questo caso, appunto, un accesso assolutamente potenziato, innovato, moltiplicato.

Credits immagine (solo come spunto immaginifico): MIT Senseable City Laboratory, Raise the Cloud

27.apr.2011 MOLESKINE: DAL NUOVO VIDEO-PRODOTTO AL VIDEO-SHARING DELLA COMUNITA’ DI UTENTI APPASSIONATI

Per continuare il nostro storytelling su Moleskine: è uscito un video in stop-motion che ci racconta la collezione di oggetti nomadi presentata al Salone del Mobile di quest’anno.

Il video è davvero notevole e l’autore è Rogier Wieland , videomaker e grafico olandese che ha già realizzato altri video-prodotto per Moleskine.

Come ho già segnalato, il video è uno degli strumenti più utilizzati da Moleskine: ha creato il canale Moleskine Art su Youtube e ne ha realizzato un altro su Vimeo, cercando di innescare un processo di video sharing su arte e creatività, coinvolgendo il più possibile gli utenti.

Tra i video più diffusi i cosidetti “page turner”, in cui si sfogliano le pagine dei taccuini e le session di disegno dal vivo, realizzati interamente da utenti-cultori di Moleskine, che sono diventati una vera e propria comunità.

www.moleskine.com

http://www.rogierwieland.nl/rogierwieland.nl/News/News.html

21.apr.2011 IL DESIGN OPEN-SOURCE DEL GRUPPO RECESSION DESIGN:IL LIBRO FAI-DA-TE PRESENTATO DURANTE IL FUORI SALONE 2011

FAIDATE

FAIDATE

Enzo Mari sostiene: “Tutti devono progettare: in fondo è il modo migliore per evitare di essere progettati”.

Il Gruppo Recession Design (un laboratorio di36 giovani progettisti) l’ha preso alla lettera e ha messo sul web un kit di istruzioni per realizzare oggetti a basso costo, utilizzando materiali reperibili nei negozi di bricolage, ferramenta o in qualsiasi magazzino. In questa maniera chiunque può costruire i propri oggetti, seguendo un’idea di autoproduzione e di design open-source.

Recession Design ha raccolto tutte le sue idee sulla progettazione sostenibile in un libro “Design Fai da Te, Idee contro la crisi” edito da Rizzoli.  Il libro è stato presentato alla Fabbrica del Vapore a Milano durante questo Fuori Salone. L’ospite dell’evento è stato Enzo Mari, che non a caso ha scritto la presentazione all’inizio del libro. Ed è stato proprio Enzo Mari ad anticipare questi temi già dagli ‘70 con i suoi oggetti-prototipo, temi che oggi che sono molto presenti sulla rete. Si possono scaricare istruzioni su qualsiasi cosa, si può fare un progetto e poi cercare on-line chi produrrà i diversi pezzi o chi fornirà linee guida sul montaggio, il processo di progettazione e produzione è stato scomposto in tante parti, su ogni fase si può ricevere aiuto e consulenza. In questo senso la rete è realmente democratica e ha aperto davvero una nuova era di progettazione condivisa e meticcia.

Quel che trovo interessante dell’operazione realizzata da Recession Design è che i progetti che hanno divulgato e condiviso sono di qualità, sono il risultato di un processo svolto da professionisti qualificati.

Durante il Fuori Salone hanno tenuto dei workshop alla Fabbrica del Vapore per meglio insegnare a chi fosse interessato come costruire e montare i propri oggetti, effettuando il passaggio da virtuale a reale, seguendo il percorso opposto con il quale avevano iniziato. La rete non esclude quindi incontri e contatti, anzi, come in questo caso, li facilita e li moltiplica.

www.recessiondesign.org/

19.apr.2011 VALCUCINE AL SALONE DEL MOBILE 2011: UN’IDEA DI SERVICE DESIGN PER REALIZZARE UN LANCIO DI PRODOTTO

valcucine

valcucine

valcucine

Valcucine è un’azienda molto attenta all’innovazione, con una forte vocazione all’ecologia e alla sostenibilità. Al Salone del Mobile 2011 si è presentata con una Temporary Laundry, definito come “un servizio locale destinato a diventare il lancio di un prodotto globale.”

Sostanzialmente è accaduto questo: Valcucine ha progettato uno spazio domestico di lavanderia, ergonomico e funzionale, con l’obiettivo di non essere nascosto, ma di diventare uno spazio visibile e di socialità. Le nostre nonne lavavano i panni al lavatoio, e quell’evento si trasformava in un momento di incontro e condivisione: da questo Valcucine ha tratto idealmente la sua ispirazione.

Nella location di via Garibaldi 99 Valcucine ha allestito la sua lavanderia temporanea con lavatrici AEG, invitando tutti partecipanti  della Design Week a iscriversi sul sito per prenotare un lavaggio dei propri capi. Unica condizione: i panni devono essere bianchi, e saranno poi lavati e stirati all’interno dello spazio gestito in collaborazione con mammeacrobate.com, daltronde solo una mamma può verificare l’efficacia di un ciclo intero di lavaggio, asciugatura e stireria.

La lavanderia domestica di Valcucine infatti può gestire tutto il processo, è dotata di lavatoio, di lavatrice sospesa con sotto piano estraibile e cesta per i panni, di asse da stiro riscaldata e aspirante, il tutto per rendere l’operazione piacevole ed efficace, per poter almeno alleviare un pochino l’incombenza del bucato. Soprattutto condividendola contestualmente ai componenti della famiglia e non eseguirla più di nascosto, come se fosse una cosa  da relegare in una parte separata della casa.

Il servizio durante il salone ha funzionato benissimo, con un numero esorbitante di camicie bianche lavate e stirate.

Ho trovato davvero interessante il fatto di progettare un servizio, seppur temporaneo, per lanciare un prodotto, così mi è piaciuta l’idea di inserire uno spazio considerato pubblico come quello della lavanderia in un contesto domestico e privato come quello della casa.

www.valcucine.it

www.mammeacrobate.com