10.ott.2011 SMORGARSBURG: DA MERCATO DI QUARTIERE (PER POCHI) A VERO E PROPRIO FESTIVAL DEL CIBO (PER MOLTI)

market

Ogni sabato mattina a New York c’è un mercato che pur essendo stato aperto agli inizi di maggio è già diventato un fenomeno interessantissimo: da “semplice” mercato si è trasformato in un vero e proprio festival del cibo tanto che il New York Times l’ha definito “The Woodstock of eating”.
In pochi mesi è nato un fenomeno incredibile, i protagonisti della manifestazione sono i coltivatori del New Jersey, agricoltori a KM zero, prodotti rigorosamente biologici e locali. In questo mercato non solo si vende e si acquista cibo, ma si passa del tempo, perché è inspiegabilmente diventato un luogo aspirazionale, un posto cool, dove cibo e socialità si intrecciano, ma dove soprattutto si è creata una forma di entertainment costituita dalle storie che vi sono dietro ogni prodotto.
Non a caso i due fondatori del mercato sono due giovani poco più che trentenni, Jonathan Butler e Eric Demby che non fanno mistero del fatto che il criterio di selezione dei produttori-venditori, oltre a quello locale, biologico e sostenibile, sia l’originalità e la diversità della storia da raccontare. Infatti la varietà di alimenti presenti è davvero incredibile: c’è una tutela della diversità che corrisponde esattamente a quella diversità etnica e storica della popolazione che abita New York, un vero e proprio universo alimentare messo in scena sulla costa dell’Easr River, a Brooklyn, ancor più precisamente a Williamsburg.
Da un parte vi è il Green Market, dove è possibile acquistare i prodotti di stagione, dall’altra vi sono “bancarelle gastronomiche” di cibo pronto, che va dalla cucina coreana, a quella vietnamita, francese, svedese, tutto preparato secondo principi slow, ma servito e messa in scena in maniera pop. E’ interessante che l’affluenza a questo mercato sia altissima e che questo avvenga in un luogo dove non vi è una tradizione alimentare di qualità, per cui accade che invece che vedere il teenager al fast food lo incontriamo qui, segnale che sta cambiando qualcosa e che il mercato “slow food” può diventare un posto di massa e non circoscritto a pochi pionieri appassionati.
Mi sembra che Smorgarsburg sia davvero segno di un cambiamento culturale che sta attraversando le nuove generazioni e riguarda sia l’attenzione alla cultura alimentare e alla sostenibilità che la formazione di modelli di business innovativi dal basso.

http://www.brooklynflea.com/2011/05/17/here-comes-smorgasburg/